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Psicologia sociale

Come cambia la normalità, nuove forme di sofferenze psico-sociali.
Parallelamente alla trasformazione della societa', si e' assistito negli ultimi anni ad un progressivo mutare dei disturbi psicosociali. Le istituzioni mutano, la famiglia è mutata, la figura del genitore e' meno autoritaria. Vecchie patologie che hanno dominato la fine ottocento come l'isteria sembrano scomparse o meno frequenti, altre e nuove malattie sociali emergono: anoressia, disturbo borderline e narcisistico, sindrome da shopping compulsivo, fobia sociale, panico, dipendenze e abuso di sostanze, disturbi dell'umore e nella crescita di bambini e adolescenti: iperattività' e bullismo. Sono mutati i confini tra normalita' e psicopatologia, alcuni comportamenti un tempo definiti patologici oggi sono stati eliminati dal DSM III, come e' successo negli anni ottanta per l'omosessualità'. Comportamenti un tempo ritenuti suggestivi come il fumare di attori hollywoodiani, sono oggi al centro di campagne di prevenzione e informazione per un corretto stile di vita.
La depressione e' un esempio di nuova sofferenza psicologica essendo triplicata rispetto agli anni trenta. La crescita è imputabile ad un quadro sociale che muta, i classici sintomi della patologia centrati su sensi di colpa, riduzione della autostima, perdita di appetito, oggi sono scontentezza, inadeguatezza e senso di vuoto. Tra le possibili cause potrebbero esserci la standardizzazione dei ruoli, la necessita' di rincorrere il tempo, la precarietà del lavoro, la fatica di dover ricoprire più ruoli (matrimonio, carriera, famiglia, sessualità…).
Una societa' quella moderna che offre più benessere ma a costi psicologici maggiori.

Puer Aeternus o nuovi Peter Pan
"Puer aeternus"…la generazione di "ragazzi" con la voglia di rimanere giovani.
La Sindrome di Peter Pan è un fenomeno tipicamente italiano e per lo più maschile anche in America si riscontra un qualcosa di simile: i giovani bomerang che, dopo il college tornano a casa in attesa di un lavoro, sono i giovani della middle class: i bamboccioni americani che, tornano a casa dai "genitori sandwich" tra i figli e i vecchi genitori.
I nostri Peter hanno comportamenti stereotipati, ludici, di gruppo, con codici e infantili (linguaggio, modo di vestire, consuetudini,). C'è la paura di crescere. Fino a due o tre anni fa si parlava di trentenni che dopo la laurea continuano a fare master ritardando l'entrata al mondo del lavoro o restando a casa con i genitori, continuando a fare ciò che facevano a venti anni. Oggi si parla di quarantenni, circa dieci milioni gli eterni ragazzi con i capelli bianchi in giro per aperitivi vestiti alla moda. Giocano con il computer, scaricano file, socializzano su Face book, Uno su quattro gira per locali fino a notte fonda. Come si spiega questa generazione che cambia? La vita si è allungata. Viviamo il doppio dei nostri trisavoli. Questa adolescenza allungata è poetica! Con difficoltà riusciamo ad immaginare i nostri genitori o i nostri nonni giocare a tennis o indossare ogni lunedì gli scarpini per il calcetto. Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere ci regala una visione disincantata di adulti in preda al panico per la paura di nuove responsabilità, ma un lato positivo c'è, ed e la capacità di saper giocare anche in età adulta.

SHOPPING COMPULSIVO
Disturbo caratterizzato dall'impulso irrefrenabile all'acquisto, da un ansia che si allevia solo se si compra qualcosa. A differenza delle classiche dipendenze, non c'è l'assunzione di sostanze esterne come nell'alcolismo o tossicodipendenza, non si mette a repentaglio la propria vita, ma c'è il rischio che sia un problema sottovalutato. Il disturbo si confonde con Depressione, Disturbo Ossessivo Compulsivo, ed è legato ad una bulimia di possesso, simbolo di un vuoto interiore, di una infelicità. Dietro la mania di comprare vestiti potrebbe esserci il timore di apparire poco desiderabili o poco attraenti. Fare acquisti genera sollievo, con conseguenze negative e sentimenti di colpa. Gli oggetti acquistati sono spesso inutili, il che ci fa capire che servono solo a riempire un vuoto di sentimenti positivi e di autostima nel soggetto. L'identikit dei: il 90% dei soggetti è rappresentato da donne con un'età media di 40 anni ma i sintomi si avvertono già nell'adolescenza.


Nuove dipendenze e Tecnomalattie
Cibersex, aste on line, commercio in rete, giochi virtuali, vi sono persone che navigano in Rete senza mete precise per il solo piacere di viaggiare, passando da un sito all'altro per ore e ore ("Internet Addiction disorder").
Nella Dipendenza da Internet si individua "trance dissociativa". La persona che si mette davanti al computer perde il senso del tempo, gli riesce difficile portare a termine compiti complessi e tende ad abbandonarli per dedicarsi ad attività semplici e di svago. Si parla di dipendenza quando un attività diventa l'unico pensiero. Una persona dipendente da internet, appena si connette cambia umore: eccitazione e rilassatezza proprio come nell'assunzione di sostanze stupefacenti. Il fatto di passare tanto tempo in internet provoca conflitti in famiglia, il dipendente vorrebbe limitarsi ma non ne è capace. Come per tutte le dipendenze si arriva per gradi: all'inizio la persona si connette più volte al giorno, controlla ripetutamente la posta, poi c'è il graduale aumento del tempo passato on line e malessere quando non ci si può connettere. Il dipendente della rete perde le relazioni e tempo per le amicizie reali, nega i suoi problemi, dà spiegazioni convincenti del perché passa tanto tempo al computer.

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